Ospiti&Libri 2026

Guy Chiappaventi

GUY CHIAPPAVENTI

Guy Chiappaventi è un giornalista. La sua carriera l’ha portato a muoversi fra il G8 di Genova, il crollo del regime di Saddam Hussein, la Roma di Mafia Capitale e numerosi altri fatti di notevole rilevanza. Ha pubblicato, tra gli altri, Mare fermo (Ensemble, 2019), Baghdad anno zero (Limina, 2003), Pistole e palloni (Castelvecchi, 2003), La valigia del centravanti (Limina, 2004) e Aveva un volto bianco e tirato. Il caso Re Cecconi (Tunué, 2016).

Il portiere di Ceaușescu

Il portiere di Ceaușescu

Helmut Duckadam, storia di un antieroe

BIBLIOTHEKA EDIZIONI, 2024

Chi era Helmut Duckadam? Passato alla storia del calcio mondiale come l’eroe di Siviglia, la notte del 7 maggio 1986, durante la finale di Coppa dei Campioni contro il Barcellona, Helmut Duckadam compì un’impresa mai vista prima né ripetuta dopo: parò quattro rigori consecutivi su quattro, regalando alla Steaua Bucarest la vittoria del trofeo. Fu la prima storica vittoria di una squadra dell’Europa dell’Est in questa competizione. Ma oltre a essere il racconto di una vittoria impossibile, è anche la storia di una Romania soffocata dal regime di Ceaușescu, e di un’Europa dell’Est intrappolata nell’incubo nucleare dovuto all’esplosione del reattore di Chernobyl.

La scomparsa del calciatore militante

La scomparsa del calciatore militante

Una storia di pallone, politica e tradimenti

MILIEU, 2022

Militante di Lotta Continua in campo e allergico a ogni gerarchia, il calciatore Maurizio Montesi sfida il sistema dichiarando che i tifosi preferiscono sfasciare tutto per un arbitro piuttosto che protestare per gli ospedali che non funzionano. Dopo aver denunciato il primo grande scandalo del calcio-scommesse italiano, la sua carriera si interrompe bruscamente a soli ventiquattro anni per un infortunio. Da lì, il declino: il coinvolgimento nel traffico internazionale di droga, il naufragio della sua barca con il carico e una fuga che lo farà sparire nel nulla, diventando un mito inafferrabile tra voci di latitanza in India e presunta morte.

Gigi Datome

Gigi Datome

Orgogliosamente sardo, capitano della Nazionale e uomo-simbolo della nostra pallacanestro, attivissimo sui social, una personalità rara dentro e fuori dal campo, Gigi Datome guarda il mondo dall'alto dei suoi 2.03 metri e della sua inconfondibile barba. Nella sua carriera cestistica ha sfiorato uno storico scudetto a Roma; si è conquistato un posto sui parquet della NBA, arrivando a giocarsi i playoff contro i Cavs di LeBron James; ha alzato il più prestigioso trofeo europeo vincendo l'Eurolega con la corazzata Fenerbahçe. Ha pubblicato anche Il gigante del campetto. Una storia a fumetti (Il Battello a Vapore, 2023).
Foto di Sandro Halank / Wikimedia Commons

Gioco come sono

Gioco come sono

di Luigi Datome e Francesco Carotti

RIZZOLI, 2019

Un autoritratto ironico, acuto, mai banale, articolato attorno a dieci oggetti per Datome significativi: dalla sua chitarra alla lavagnetta bianca ("quella dove il pennarello disegna gli schemi di gioco"), dalle sue amate scarpe gialle al portachiavi africano regalatogli a quindici anni dalla zia, dalla canotta della Santa Croce, la prima squadra in cui abbia giocato, al poster di Allen Iverson devotamente appeso nella stanzetta di bambino. Ciascun oggetto evoca un pezzo della strada percorsa da Gigi, ispira racconti, ricordi, aneddoti e soprattutto un purissimo, sconfinato amore per la pallacanestro. Con la prefazione di coach Obradovic.

Cianchino

Cianchino

Salvatore Ladu

Nato nel 1958 a Bono, Salvatore Ladu è stato un fantino famoso per le sue vittorie al Palio di Siena. Riceve il soprannome Cianchino in chiaro riferimento al suo maestro e grande predecessore, Giuseppe Gentili detto Ciancone, fantino plurivittorioso che corse a Siena dal 1945 al 1971. Giunto a Siena sulla scia del conterraneo Aceto, Cianchino esordisce il 2 luglio 1978 con la contrada Valdimontone, montando il cavallo Tornado, e corre il suo ultimo Palio il 2 luglio 2005 con la Chiocciola, chiudendo così la sua carriera di fantino.

Palio e memoria

Palio e memoria

di Roberto Morrocchi, illustrazioni di E. Giannelli, foto di Mario Appiani

CANTAGALLI, 2016

Un libro in cui l’autore, senese doc, ripercorre con la memoria 50 anni di palio raccontando aneddoti, personaggi, episodi che hanno fatto la storia della festa di Siena. Un ricco puzzle in cui si incastonano le tessere di un mosaico fatto di persone, cavalli, episodi a volte incredibili, leggende nate dalla passione di un popolo che da secoli nel mese di luglio e di agosto è capace di rendere la storia passata presente. Una macchina del tempo ante litteram prodigiosa e magica.

Il Palio di Siena

Il Palio di Siena

di Duccio Balestracci

LATERZA, 2019

Il Palio di Siena non è solo una corsa di cavalli, ma un viaggio nei secoli attraverso la storia delle feste italiane. Nato nel Seicento e reinventato nell'Ottocento in veste medievale, il Palio si è trasformato da evento offerto al popolo a festa creata dal popolo stesso. Al centro di questo miracolo di resistenza c’è la contrada, un nucleo sociale unico che ha protetto la tradizione dalle sfide del tempo, sedimentando un immaginario a metà tra realtà e mito che da sempre affascina scrittori, registi e antropologi.

Fabiana Della Valle

FABIANA DELLA VALLE

Fabiana Della Valle (Roma, 1973) lavora alla «Gazzetta dello Sport» dal 2002, dove è entrata vincendo una borsa di studio grazie a un articolo su Zidane e il suo addio alla Juventus. Ha vinto il premio Coni Ussi 2023 per la sezione stampa scritta (prima donna del giornale rosa a vincerlo) e dal 2014 scrive di Juventus, seguendola dal vivo quasi in ogni parte del mondo, dall’Allianz Stadium alle tournée estive, fino alle due finali di Champions League giocate nel 2015 e 2017.

La storia della Juventus

La storia della Juventus

Il racconto bianconero

DIARKOS, 2024

Dal 1897 a oggi, la Juventus ha attraversato oltre un secolo di trionfi, cadute e rinascite, legando indissolubilmente il proprio destino alla famiglia Agnelli. Una storia epica fatta di campioni leggendari — come Platini, Baggio e Del Piero — e di un DNA vincente riassunto nel celebre motto «vincere è l’unica cosa che conta». Questa biografia bianconera non nasconde nulla, celebrando i cicli storici di vittorie così come le ferite più difficili da rimarginare.

Chievo

Chievo. Un delitto perfetto

La verità di Luca Campedelli

PEOPLE, 2025

Per più di trent’anni la famiglia Campedelli ha guidato il Chievo dalle categorie minori fino alla Champions League, trasformando la squadra di un quartiere di Verona in un modello ammirato in Europa. Poi il crollo e il fallimento. Oggi, l'ex presidente Luca Campedelli si confessa a cuore aperto per rivelare i retroscena di quel mondo che prima ti esalta e poi ti elimina, lasciando un interrogativo amaro: il Chievo si poteva salvare, o semplicemente non serviva più al calcio italiano?

Fabio De Roberto

FABIO DE ROBERTO

Fabio De Roberto è nato a Sassari nel 1980. Laureato in Filosofia, vive e lavora in Francia da molti anni, prima come insegnante d’italiano e in seguito come traduttore. È autore di raccon­ti, alcuni dei quali sono contenuti nella raccolta Come sparire completamente (Il Seme Bianco, 2018). Zero a zero è il suo romanzo d’esordio.

Zero a zero

ZERO A ZERO

IL MAESTRALE, 2026

Sassari, estate 2006. Tra l’overdose di socialità dei Mondiali e i primi passi nel servizio civile, il ventiseienne Fabio cerca di sopravvivere ai propri catastrofici bilanci esistenziali. Saranno proprio gli stravaganti ospiti del suo nuovo appartamento e l’ironia della sua stessa città a offrirgli uno sguardo inedito su sé stesso. In un quotidiano scandito da ansie e aneddoti da bar, le partite dell’Italia diventano l’unico punto di riferimento sicuro. Ma mentre la nazionale viaggia verso il titolo mondiale, quale sarà il vero bilancio per Fabio?

Melania Malavenda

Melania Malavenda

Melania Malavenda è una saggista e autrice italiana, nata a Reggio Calabria nel 2001. È conosciuta principalmente per le sue ricerche e le sue pubblicazioni legate all’analisi del ruolo delle donne nello sport e al superamento delle disparità di genere.

Le ragazze che fecero l’impresa

Le ragazze che fecero l’impresa

Il gender gap nel tennis

AUGH!, 2026

Dalla storica fondazione della Women’s Tennis Association fino alle imprese della generazione d’oro degli ultimi anni, il testo ripercorre le biografie delle più grandi campionesse internazionali e italiane. Un viaggio che mostra come il tennis femminile sia diventato un potente strumento di emancipazione, offrendo alle donne non solo vittorie sportive, ma anche una voce per esprimere i propri pensieri e rivendicare i propri diritti. Malavenda racconta l’evoluzione e il ruolo della donna nel tennis attraverso le atlete che hanno dimostrato le proprie capacità dentro e fuori dal campo.

Camilla Mancini

CAMILLA MANCINI

Classe 1997, nasce a Genova e da subito inizia a girare l’Italia e poi l’Europa per il lavoro del padre, il noto calciatore e allenatore Roberto Mancini. È appassionata di fotografia, scrittura e sport. Per lei, il paradiso sono cose semplici come andare a prendere il gelato, il sorriso dei suoi cari, l’odore del caffè, un mazzo di rose rosse, cantare a squarciagola in macchina e un sabato sera di pioggia in compagnia di un bel film e patatine.

Sei una farfalla

SEI UNA FARFALLA

MONDADORI, 2024

Celeste vive quella che agli occhi di tutti è la vita perfetta. Vestiti firmati, casa grande, scuola internazionale, autista, club di tennis e... papà famoso. Sì, perché a quanto pare Celeste sarà sempre solo questo: la figlia di Vittorio Lucci, il famoso attore che è riuscito a sbarcare a Hollywood. Ecco, tutto molto divertente. E glamour, come dicono in tanti. Ultimamente, però, Celeste sta arrancando, ha bisogno di trovare il tasto pausa. Finge di essere serena, ma ha la sensazione che tutto intorno a lei stia andando in frantumi. A volte, però, basta davvero una pausa per capire cosa conta sul serio. Basta alzare gli occhi e osservare. A volte basta il battito d’ali di una farfalla per capire dove ti sta guidando, qual è la tua strada.

Libera di essere me

LIBERA DI ESSERE ME

MONDADORI, 2025

Permettiti di stare male. Datti il permesso di sentirlo, di accoglierlo e di comprenderlo. E poi brilla, illumina tutti con ciò che hai imparato. È una tempesta che ti coglie all’improvviso e ti lascia senza scampo. Ti entra dentro come un veleno, ti morde il cuore e la mente, ti paralizza. È un peso che ti schiaccia il petto, ti toglie il respiro, ti chiude lo stomaco e ti apre cicatrici che poi cerchi di nascondere agli altri per paura, per vergogna. Ti fa sentire fragile, come se fosse colpa tua. Si chiama bullismo, e Camilla ne è stata vittima per tanto, troppo tempo. Per anni ha combattuto una guerra tutta sua contro ciò che vedeva allo specchio, per anni si è chiusa nel suo dolore. Poi, però, ha deciso di salvarsi, ogni giorno.

DANIELA PALUMBO

DANIELA PALUMBO

Nata a Roma nel 1965, vive a Milano dove lavora per il mensile Scarp de’ tennis. Scrittrice e giornalista, ha cominciato a pubblicare libri per bambini nel 1998 con un testo sulla disabilità. Ha curato una collana di letteratura per ragazzi dal titolo Mi Riguarda, per le Edizioni Paoline. Ha pubblicato, tra gli altri, Il volo del Falco nel mio destino (2012), con il quale vince nel 2013 il primo premio G. Arpino, nell’ambito del Salone del Libro per ragazzi di Bra, I sogni di Eleonora (con Zilovich Dario, 2013) e Re Fausto e la corona che pesava troppo (2014).

Le valigie di Auschwitz

LE VALIGIE DI AUSCHWITZ

PIEMME, 2019

Carlo, che adora guardare i treni e decide di usarli come nascondiglio; Hannah, che da quando hanno portato via suo fratello passa le notti a contare le stelle; Émeline, che non vuole la stella gialla cucita sul cappotto; Dawid, in fuga dal ghetto di Varsavia con il suo violino. Le storie di quattro ragazzini che, in un’Europa dilaniata dalle leggi razziali, vivono sulla loro pelle l’orrore della deportazione.

A un passo da un mondo perfetto

A UN PASSO DA UN MONDO PERFETTO

RIZZOLI, 2023

Germania, 1944. Iris, undici anni, non sa perché suo padre le ha vietato di parlare con il giardiniere che cura il parco della loro villa; ma la curiosità è più forte di lei. Comincia ad avvicinarsi di nascosto a quello sconosciuto con la testa rasata e la divisa a righe. Così, giorno dopo giorno, tra i due nasce un’amicizia clandestina fatta di gesti nascosti e occhiate fugaci, un’amicizia in grado di far crollare il muro invisibile che li separa e di capovolgere il mondo. Una storia di coraggio, di memoria e di riscatto.

Emeline nel villaggio dei Giusti

ÉMELINE NEL VILLAGGIO DEI GIUSTI

PIEMME, 2024

Émeline, bambina ebrea tra le protagoniste di Le valigie di Auschwitz, è riuscita a sfuggire ai rastrellamenti di Parigi del 1942. Ma nel suo appartamento con le persiane blu non può tornare: i suoi genitori non ci sono più e i vicini di casa sono dei delatori. Per fortuna Jacques, Fabien, la tata Amandine e il suo migliore amico René sono disposti a nasconderla e a portarla in salvo. E così, dopo un lungo e pericoloso viaggio in treno, Émeline raggiunge Le Chambon-sur-Lignon, un villaggio montano dove opera la resistenza al nazismo. Lassù Émeline, insieme ad altri rifugiati come lei, cercherà di ricostruire la propria vita, con gli occhi sempre puntati verso il cielo, lo stesso cielo che spera un giorno di condividere con i suoi genitori.

Donna di pace

DONNA DI PACE

Sconfiggere l’odio e costruire la speranza

di LILIANA SEGRE e DANIELA PALUMBO

PIEMME, 2025

“Sono una donna di pace”, ha affermato molte volte negli ultimi anni Liliana Segre. Dopo più di 30 anni di testimonianza al servizio dei valori della pace, Liliana parla ai giovanissimi usando le parole per sgretolare l’odio: “Cari ragazzi, il vostro domani non fatelo assomigliare a un futuro qualsiasi. Ma siate voi a scegliere. Prendetevi sempre questa meravigliosa responsabilità. Il diritto e il dovere di decidere da che parte stare”.

Fino a quando la mia stella brillerà

FINO A QUANDO LA MIA STELLA BRILLERÀ

di LILIANA SEGRE e DANIELA PALUMBO

PIEMME, 2025

La forza della testimonianza, perché gli orrori della Storia non vengano dimenticati. La sera in cui a Liliana viene detto che non potrà più andare a scuola, lei non sa nemmeno di essere ebrea. In poco tempo si ritrova prima emarginata, poi senza una casa, infine in fuga e arrestata. A tredici anni viene deportata ad Auschwitz. Parte il 30 gennaio 1944 dal Binario 21 della Stazione Centrale di Milano e sarà l’unica bambina di quel treno a tornare indietro. Ogni sera nel campo cercava in cielo la sua stella. Poi ripeteva dentro di sé: «Finché io sarò viva, tu continuerai a brillare».